I timori d'inflazione rafforzati dal record segnato ieri dal petrolio a New York (100,10 dollari al barile) e dalle statistiche odierne sui prezzi al consumo negli Usa (+4,3% a gennaio) si sono fatti sentire sui mercati azionari europei innescando vendite diffuse: a Milano il Mibtel ha perso lo 0,74%, a Francoforte il Dax ha ceduto l'1,47%, a Londra il Ftse100 ha registrato un -1,23% e a Parigi il Cac40 ha archiviato un -1,49%. L'aumento del costo della vita spaventa gli investitori in quanto incide negativamente sul potere d'acquisto dei consumatori (le cui spese costituiscono i 2/3 del Pil Usa) e mette in pericolo la politica monetaria espansiva attuata dalla Fed per stimolare la crescita economica. Non sono mancate notizie negative anche sul fronte creditizio: secondo indiscrezioni riportate da organi di stampa, Kkr Financial Holdings (divisione del gruppo Kkr) avrebbe ritardato per la seconda volta il pagamento di miliardi di dollari di commercial paper e avviato colloqui con i creditori. A Piazza Affari i ribassi non hanno risparmiato il settore oil nonostante le quotazioni record del greggio: Eni ha perso l'1,47% e Saipem il 2,14%. Tra gli energetici ha chiuso in forte calo anche Enel che ha archiviato un -2,33%. E' stata un'altra giornata difficile per Telecom Italia, che ha ceduto un altro 2,69%. Tra i titoli che si sono mossi in controtendenza spicca L'Espresso con un +1,34%: la società ha chiuso il 2007 con un utile netto di 95,6 mln di euro e ha annunciato un dividendo di 0,17 euro per azione. Tra i titoli a minore capitalizzazione si è messa in luce Csp con un +18,44% dopo avere annunciato un aumento dei ricavi del 17% a 118 mln di euro nel 2007. Sul mercato valutario l'euro si è indebolito contro il dollaro arrivando a testare quota 1,46; l'aumento dell'inflazione negli Stati Uniti ha raffreddato le attese di altri tagli del costo del denaro da parte della Fed contribuendo al rafforzamento del biglietto verde.
mercoledì 20 febbraio 2008
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