Nonostante le allarmanti indicazioni arrivate dal fronte macroeconomico americano (i prezzi alla produzione a gennaio sono aumentati oltre le attese, la fiducia dei consumatori a febbraio è calata ai minimi degli ultimi 5 anni e i prezzi delle abitazioni nel quarto trimestre sono diminuiti dell'8,9% segnando il peggiore risultato degli ultimi vent'anni) i listini del Vecchio Continente sono riusciti a chiudere la seduta in rialzo grazie alle positive notizie arrivate dal settore finanziario e al buy back da 15 mld di dollari annunciato da Ibm (operazione che ha determinato una revisione al rialzo dell'utile per azione 2008): a Milano il Mibtel ha guadagnato l'1,35%, a Francoforte il Dax ha archiviato un +1,50%, a Londra il Ftse100 ha registrato un +1,47% e a Parigi il Cac40 ha messo a segno un +1,09%. Gli acquisti tra i bancari sono stati innescati dalla decisione di S&P di confermare il rating AAA su Mbia e Ambac Financial, mossa che per ora ha evitato ulteriori svalutazioni per gli istituti di credito. A Piazza Affari hanno chiuso in deciso rialzo Banco Popolare (+5,56%), Bca Pop Milano (+3,64%), Intesa Sanpaolo (+2,68%) e Unicredit (+2,30%). Movimenti interessanti sono stati registrati anche sui petroliferi dopo che il presidente dell'Opec ha escluso un aumento della produzione di greggio nella prossima riunione del 5 marzo. Tali dichiarazioni hanno riportato le quotazioni dell'oro nero sopra i 100 dollari al barile a New York e alimentato il denaro su Erg (+5,36%), Saras (+3,43%) e Tenaris (+2,90%). Tra gli energetici si è messa in luce anche Terna con un +1,62%: la società ha chiuso il 2007 con un ebit in crescita del 10% a 720 mln di euro. Si è mossa in controtendenza A2A (-2,31%) penalizzata dalle divisioni interne sulle nomine del consiglio di gestione. Tra i telefonici spicca il +5,01% di Tiscali (continuano a circolare i rumors sulla possibile uscita dell'attuale amministratore delegato), mentre tra gli industriali sono scattate le ricoperture su Fiat che ha archiviato un +4,42%. Sul mercato valutario l'euro è arrivato a sfiorare quota 1,49 contro il dollaro sfruttando l'inaspettato aumento dell'indice Ifo tedesco (fiducia delle imprese) a febbraio.
martedì 26 febbraio 2008
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