mercoledì 27 febbraio 2008

La Federal Reserve pronta al taglio dei tassi per evitare il peggio

NEW YORK, 27 FEB - Lo stato di salute dell'economia americana preoccupa di piu' e la Federal Reserve si prepara a sforbiciare ancora i tassi d'interesse. E' il presidente Ben Bernanke a illustrare la congiuntura americana. L'inflazione, la crisi del mercato delle case, le incertezze sul fronte dell'occupazione e i timori sulla tenuta del credito sono i rischi che piu' minacciano la crescita degli Stati Uniti e, per evitare il peggio, Bernanke, dice che la Fed ''agira' in modo tempestivo sulla base delle necessita''' per salvaguardare l'economia. E che ''e' importante riconoscere il fatto che i rischi al ribasso dell'economia restano''. Valutazioni che rilanciano l'ipotesi che il 18 marzo, in occasione della prossima riunione del board monetario, il Fomc, l'istituto centrale Usa possa allentare di nuovo la stretta sui tassi. Almeno in base alle attese dei mercati che credono a Fed Funds in calo dello 0,5%, al 2,5%, in linea con lo scenario che coinciderebbe in sostanza con l'azzeramento del costo del denaro in rapporto all'andamento dell'inflazione cosiddetta 'core', quella depurata da cibo e petrolio. Una terapia d'urto, quindi, per scongiurare un ipotetico scenario di stagflazione, cioe' debole crescita accompagnata da rialzo dell'inflazione, o di recessione. Bernanke mette in guardia dalla dinamica dei prezzi, perlomeno di breve termine, confermando che c'e' allarme anche sul versante dell'inflazione. In piu', nel corso della sua attesa testimonianza semestrale alla commissione Servizi finanziari della Camera, il numero uno della Fed mette in chiaro che il 2008 per l'economia Usa si e' aperto all'insegna di sostanziale stallo, con la ''possibilita' che mercato immobiliare o mercato del lavoro si deteriorino piu' di quanto non sia adesso possibile prevedere e che le condizioni del credito possano irrigidirsi ancora di piu'''. Le compravendite di case nuove, a gennaio, segnano un calo del 2,8%%, al tasso annuo di 588.000 unita', contro attese medie degli analisti di contrazione dello 0,7%, a 600.000 unita'. ''Il settore immobiliare si avvicina al suo minimo'': dovrebbe pesare sull'economia ''nei prossimi trimestri'', dice Bernanke, insieme al comparto non residenziale che, se lo scorso hanno ha tenuto le posizioni, dovrebbe segnare ora ''una brusca frenata''. La spesa dei consumatori ''sembra avere un rallentamento significativo'' e i mercati finanziari rimangono sotto ''stress notevole''. Nelle sue previsioni economiche trimestrali diffuse la scorsa settimana, la Fed ha ribassato le stime di crescita del 2008 di 0,5 punti percentuali, alla forchetta di 1,3-2%, ben al di sotto di quanto atteso nel mese di luglio. Ogni aumento dell'inflazione ''complica la politica monetaria della Federal Reserve'', osserva ancora il presidente, anche alla luce di un dollaro fortemente indebolito. ''Seguiamo molto da vicino l'evoluzione delle sue quotazioni'', osserva nel giorno in cui la divisa Usa tocca il minimo storico contro l'euro (salito a quota 1,5144). Spiega che ''la Fed non ha target di riferimento'' e che la debolezza del dollaro influenza i prezzi del petrolio, ma ''fa pure aumentare le esportazioni''. Bernake dice di vedere ''una scarsa evidenza'' dell'abbandono da parte degli investitori istituzionali degli asset denominati nella moneta americana, mentre ''grossi problemi'' potrebbero esserci se i prezzi del petrolio continuassero a salire. ''Quotazioni al rialzo del greggio aumentano la spesa della bolletta energetica e surriscaldano l'inflazione'', anche se sottolinea di non prevede nel 2008 ''livelli di crescita come quelli registrati nel 2007''. Il petrolio, conclude Bernanke rispondendo a una domanda, si manterra' su ''livelli piu' moderati'', rispetto agli oltre 102 dollari segnati oggi.


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