lunedì 3 marzo 2008
CAMBI:SUPEREURO; ALLARME ROSSO UE, SIAMO PREOCCUPATI
Alla luce del nuovo record del supereuro - che ha sfondato quota 1,52 sul dollaro - l'Unione europea lancia l'allarme rosso. ''Adesso siamo preoccupati'', si afferma in una dichiarazione concordata al termine della riunione dell'Eurogruppo a Bruxelles. ''Non l'avevamo mai detto prima, e' la prima volta'', ha sottolineato il presidente dei ministri di Eurolandia, Jean-Claude Juncker, mettendo cosi' in evidenza la grande delicatezza del momento. I timori per l'euro forte sono stati condivisi anche dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, e dal commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia. E il pressing sull'amministrazione Usa per un rafforzamento del dollaro si fa sempre piu' insistente. Come se non bastasse, l'inflazione di Eurolandia non accenna a diminuire, e a febbraio e' rimasta stabile al 3,2%, anche a causa del caro-petrolio che oggi ha raggiunto i 103,51 dollari al barile, massimo storico. Tutti segnali che - insieme alle preoccupazioni per una recessione dell'economia statunitense - gettano ombre inquietanti sulle prospettive di crescita dell'economia europea, gia' riviste al ribasso per il 2008. - IL MONITO DI EUROLANDIA. Nella dichiarazione sui cambi l'Eurogruppo sottolinea come ''i tassi devono sempre riflettere i fondamentali economici'' e come ''l'eccessiva volatilita' e i movimenti disordinati non vanno a vantaggio della crescita economica''. Per questo - ha spiegato Juncker - abbiamo sottolineato come ''in tali circostanze siamo preoccupati''. Anche perche' - ha aggiunto - ''i mercati continuano a reagire in modo esagerato all'evoluzione di breve termine dell'economia, mentre dovrebbero andare a vedere quali sono i fondamentali economici''. ''Resteremo comunque vigili'', ha concluso Juncker, ricordando quanto '''ripetuto regolarmente'' dalle autorita' statunitensi nelle ultime settimane. Cosi' come ha fatto Almunia: ''Nel caso del dollaro, le autorita' statunitensi hanno piu' volte affermato di essere favorevoli ad un biglietto verde forte''. E Trichet vorrebbe che a queste affermazioni seguissero comportamenti conseguenti: ''E' interesse degli Stati Uniti avere un dollaro forte'', ha detto il numero uno della Bce, per il quale ''vista la situazione, e' molto importante quello che e' stato detto e ribadito nei giorni scorsi dal segretario al Tesoro Usa Paulson e dal presidente Bush'', che hanno negato il rischio di recessione e si sono detti favorevoli ad un dollaro che si attesti su livelli adeguati allo stato dell'economia. Preoccupazioni sono state espresse anche dal presidente di turno dell'Ecofin, lo sloveno Andrej Bajuk. - TIMORI PER INFLAZIONE E CARO PETROLIO. L'Europa appare invece piu' ottimista sul fronte dell'inflazione e del caro-greggio, anche se i timori sono tanti. ''Abbiamo alcuni problemi - ha ribadito Almunia - soprattutto a causa del prezzo crescente del petrolio e delle materie prime . Ma secondo le nostre previsioni - ha rassicurato - l'inflazione tornera' a scendere'', molto probabilmente a partire dalla seconda meta' dell'anno, ha piu' volte spiegato il commissario Ue agli affari economici e monetari auspicando, pero', che non si verifichino i temuti ''effetti di secondo round'', come l'innescarsi di una spirale prezzi-salari. E' la stessa identica preoccupazione di Trichet, che non smette di lanciare appelli per la moderazione salariale, eliminando soprattutto gli automatismi e legando di piu' gli eventuali aumenti alla produttivita'. I tassi di interesse, comunque, al momento dovrebbero restare invariati, nonostante le pressioni che arrivano da piu' parti per un allentamento della politica monetaria. E in soccorso di Trichet contro i tanti detrattori e' venuto Almunia: ''La Bce sta dimostrando indipendenza e sta facendo un ottimo lavoro'', ha sottolineato il commissario Ue. - CASO LIECHTENSTEIN, BRUXELLES PRONTA AD AGIRE. Infine, e' approdato sul tavolo dell'Eurogruppo il caso Liechtenstein che verra' affrontato anche domani nella riunione dell'Ecofin. La Germania continua il suo pressing perche' si rafforzi a livello europeo la lotta alle frodi fiscali, partendo dalla modifica della direttiva Ue sulla tassazione dei risparmi delle persone fisiche, entrata in vigore nel 2005 ma dimostratasi inadeguata. Anche perche' non si applica alle societa' per azioni e alle fondazioni. '' Penso che tutti gli Stati europei dovrebbero essere interessati nel combattere in maniera piu' efficace le frodi fiscali'', ha detto il ministro tedesco dell'Economia, Peer Steinbrueck, ricordando come e' stata proprio la Germania a far venire alla luce lo scandalo dei conti segreti in Liechtenstein. ''La direttiva europea sulla tassazione dei risparmi - ha quindi spiegato Steinbrueck - puo' certamente essere una delle basi per andare avanti e puo' dare un importante contributo per incrementare le entrate fiscali degli Stati membri''. Da parte sua Bruxelles si dice pronta ad avanzare una sua proposta, se gli Stati membri glielo dovessero chiedere. ''Siamo pronti ad accelerare sul fronte della revisione della direttiva sulla tassazione dei risparmi - ha detto la portavoce del commissario Ue al fisco, Lazlo Kovacs - Noi abbiamo l'obbligo di preparare un rapporto per ottobre o novembre. Ma se durante la discussione al consiglio Ecofin gli Stati membri ci domanderanno di accelerare il processo, siamo pronti a farlo''. Ma a frenare sono soprattutto Belgio, Lussemburgo e Austria, gli unici Paesi dell'Ue in cui non si applicano le norme della direttiva.
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