martedì 18 marzo 2008

Chiusure Borse Usa - 17/03/2008

Si è chiusa una seduta estremamente volatile per Wall Street, condizionata ancora una volta dalla situazione sempre più tesa del mercato del credito. Il collasso di Carlyle Capital e di Bear Stearns (quest'ultima salvata dall'intervento della Banca Centrale e di JP Morgan) ha scatenato il panico tra gli operatori che non escludono la possibilità che altre banche possano trovarsi nella stesse condizioni (i riflettori sono stati puntati soprattutto su Lehman Brothers). L'intervento straordinario effettuato dalla Fed nel week-end, che ha tagliato il tasso di sconto (quello applicato alle banche che prendono direttamente denaro in prestito dalla Federal Reserve) di 25 pb portandolo al 3,25% e ampliato il ventaglio degli operatori che possono chiedere prestiti ad essa includendo anche le banche d'investimento, da un lato ha evidenziato che la Banca Centrale americana è pronta ad intervenire per evitare il peggio, ma dall'altro ha confermato la gravità della crisi del mercato del credito. Le deludenti indicazioni arrivate dal fronte macroeconomico (l'indice Fed di New York a marzo è sceso a -22,2 punti e la produzione industriale a febbraio ha segnato un calo dello 0,5%) hanno rafforzato i timori legati allo stato di salute dell'economia statunitense e aumentato le probabilità di un maxi taglio del tasso di riferimento (attualmente pari al 3%) nella riunione che la Federal Reserve terrà questa sera (molti operatori si aspettano una riduzione di un punto percentuale). Queste attese hanno permesso agli indici di recuperare rispetto ai minimi di giornata: il Dow Jones ha guadagnato lo 0,18% a 11.972,25 punti, il Nasdaq ha ceduto l'1,60% a 2.177,01 punti e lo S&P500 ha perso lo 0,90% a 1.276,60 punti. Gli spunti di maggiore interesse sono arrivati naturalmente dal comparto finanziario: Bear Stearns ha perso l'83,97% a 4,81 dollari dopo l'offerta d'acquisto da 2 dollari per azione lanciata da JP Morgan, che invece ha guadagnato il 10,32%. Sono state travolte dalle vendite anche Lehman Brothers (-19,13%), Morgan Stanley (-8,02%), Citigroup (-5,86%), Merrill Lynch (-5,36%) e Goldman Sachs (-3,72%). La prospettiva di una recessione per gli Usa si è fatta sentire sul settore auto: General Motors ha chiuso con un -7,23%. Non sono mancati anche i segni positivi. Tra i titoli che si sono mossi in evidenza spiccano Verizon (+2,34%), AT&T (+2,17%), Merck (+2,15%) e Johnson&Johnson (+2,22%).

0 commenti: