CRISI SUBPRIME - La crisi dei subprime ha provocato un'altra vittima illustre, dopo Northern Rock e Socgen.
Il fondo Carlyle Capital quotato in Olanda, è crollato del 70% per non aver trovato in extremis un accordo con i creditori.
Il fondo "specializzato" in bonds ha investito gran parte delle risorse in obbligazioni con rating tripla A emessi da Fannie Mae e Freddie Mac, le due agenzie semigovernative americane impegnate nei finanziamenti al mercato immobiliare.
Il fondo fa capo a una delle più grandi società di private equity al mondo, l'americana Carlyle che gestisce circa 76 miliardi di dollari attraverso circa 55 fondi specializzati.
I creditori del fondo probabilmente entreranno in possesso degli asset rimasti in portafoglio, ovviamente a valutazioni molto inferiori rispetto alle quotazioni iniziali. Già da qualche giorno il fondo aveva ricevuto appelli per reintegrare i margini di garanzia per oltre 400 milioni di dollari.
La storia di Carlyle Capital è sintomatica per capire meglio il castello di sabbia costruito sul boom del mercato immobiliare americano. Il fondo ha investito a leva i 670 millioni di dollari raccolti per comprare un portafoglio da sottostanti 21,7 miliardi di dollari in residential mortgage-backed securities, ovvero una cifra pari a 32 volte il suo capitale iniziale.
Quotato in Borsa nel luglio 2007, quando ormai il mercato era stra-maturo, il fondo ha segnato in avvio quotazioni intorno ai 20 dollari per poi finire stamattina sotto 1 dollaro: -96% in 9 mesi, un bel record per una matricola.
Giusto un paio di settimane fa il Ceo John Stomber aveva detto che il fondo "potrà e andrà meglio dopo le difficoltà del 2007". Amen!


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