giovedì 3 aprile 2008
ALITALIA: CRISI DELLE TRATTATIVE
ROMA, 2 APR - La proposta dei sindacati e' inaccettabile: Air France sbatte la porta e il rischio fallimento per la compagnia di bandiera diventa quasi una certezza, cosi' come ha annunciato il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa in audizione alla Camera. Il presidente del Consiglio Romano Prodi, che si trova a Bucarest per il vertice Nato, stavolta non usa mezzi termini: ''Rompere e' stato un grande errore dei sindacati. E ora se ne devono assumere la responsabilita'''. Non solo, il Professore mette da parte l'aplomb istituzionale e attacca Silvio Berlusconi: ''E' chiaro che tutte le ipotesi, tutte le idee di fantomatiche cordate e di proposte di novita', se c'erano, ora saltino fuori''. I riflettori ora sono puntati su Silvio Berlusconi, dunque. Che pero', al rientro da un comizio ad Ancona, sceglie di non commentare. Prodi difende la scelta fatta: ''Mi dispiace perche' era una trattativa seria, fondata sui fatti, una trattativa che dava in prospettiva una buona riuscita all'Alitalia di vita e di ripresa di cui avevamo bisogno''. Ora pero' ''siamo vicini alla rottura, o molto vicini alla rottura'', ammette. E il governo puo' fare poco a questo punto, replica a chi gli chiede se ci sara' un Consiglio dei ministri straordinario. Sembra dunque difficile che l'auspicio di Walter Veltroni per una ripresa della trattativa possa trovare soddisfazione. Dura comunque la presa di posizione del candidato premier del Pd: ''Cessino le interferenze elettorali - attacca senza citare direttamente Berlusconi - Gli annunci sconsiderati e le dichiarate manifestazioni di ostilita' hanno fatto interrompere la trattativa fra Air France e sindacati''. Alitalia, ammette con amarezza Maurizio Prato poco prima di rassegnare le dimissioni, sembra colpita da una maledizione. Altro che cordate italiane, per uscirne - dice l'ex Ad - ci vorrebbe un esorcista. Ora comunque le redini sono nelle mani dell'azionista - sottolinea il portavoce del governo Silvio Sircana - e quindi del Tesoro. Certo, nessuno si aspettava e tanto meno augurava il precipitare degli eventi. La speranza del governo era di poter evitare uno scenario simile. Ora non resta che procedere passo dopo passo, con molta cautela. Aspettando le determinazioni ufficiali dei Cda di Air France e Alitalia. Chi non sembra aver perso tutte le speranze e' il ministro degli Esteri Massimo D'Alema: spera, dice, che il dialogo possa essere ripreso, nell'interesse dei lavoratori; anche perche', aggiunge, ''le fantomatiche cordate che sarebbero benvenute se ci fossero non sono ancora apparse''. E c'e' chi come il ministro del Prc Paolo Ferrero approfitta dell'occasione per fare un po' di polemica: ''Ora ha il dovere - afferma - di rendere pubblica la consistenza della cordata italiana da lui annunciata da giorni''. Cavaliere che appunto pero' preferisce chiudersi nel riserbo, anche se in mattinata aveva ribadito le proprie posizioni: l'auspicio resta quello che la compagnia di bandiera non sia ceduta e la promessa quella di rilanciare la cordata italiana non appena varcato il portone di Palazzo Chigi. Lo stop alla trattativa intanto piace alla Lega: ''Un'ottima notizia'', commenta Roberto Maroni. ''Adesso, se questa situazione sara' confermata, si potra' aprire la trattativa ad altre cordate - aggiunge - oppure usare la legge Marzano, come per Parmalat''. E c'e' anche chi nel Pdl, come Maurizio Lupi (Pdl), torna a chiedere un prestito ponte del Tesoro. Peccato che Padoa-Schioppa abbia legato questa possibilita' al proseguimento della trattativa di Air France. Ora la palla sta alle aziende, Alitalia e Air France, all'azionista ministero dell'Economia che dovra' prendere le sue decisioni. Ma anche a Berlusconi, che deve fare i conti con la rottura della trattativa, a sorpresa anche per lui, e rispondere all'attesa creata dall'annuncio della cordata italiana nel pieno della campagna elettorale.
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