venerdì 11 aprile 2008
FMI:ECONOMIA FRA 2 FUOCHI;AZIONI COMUNI BANCHE CENTRAL
L'economia e' fra due fuochi, o meglio ''siamo letteralmente fra ghiaccio e fuoco'', come ha detto Dominique Strass-Kahn nel giorno del suo debutto come direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) agli spring meeting. Il ghiaccio e' il raffreddamento dell'economia, mentre il fuoco indica i prezzi che si surriscaldano, trainati da energia e alimentari. Un quadro difficile che pone la politica di fronte a delle scelte a seconda delle condizioni dei singoli paesi. La crisi dei mutui subprime, che e' ''di nuovo tipo'' ed e' la ''piu' dura dagli anni '30'', e' stata ben affrontata dalle banche centrali - osserva Strass-Kahn -, che ora pero' dovrebbero riflettere su una maggiore convergenza, su una standardizzazione degli interventi che consentirebbero cosi' al mercato di capire meglio. ''Siamo fra ghiaccio e fuoco'' esordisce Strass-Kahn nel corso della conferenza stampa, come a dire che l'economia si trova fra l'incudine e il martello. Da una parte il rallentamento economico e dall'altra l'inflazione. ''Abbiamo previsto un importante, serio rallentamento dell'economia, dovuto agli Stati Uniti che quest'anno cresceranno dello 0,5% per poi registrare una moderata ripresa nel 2009. La causa e' da rintracciare nelle turbolenze finanziarie ma anche nel ciclo economico'' spiega Strauss-Kahn, evidenziando come una riduzione del pil dell'1% negli Stati Uniti si traduce in una flessione della crescita europea dello 0,4%. I rischi per la congiuntura, inoltre, sono al ribasso, e sono legati soprattutto al mercato immobiliare statunitense. Ma a preoccupare, e neanche poco, e' l'inflazione, spinta dagli alimentari i cui prezzi dal 2006 sono cresciuti del 48%. Schiacciata tra incudine e martello, la politica deve compiere delle scelte: ''La risposta non puo' essere la stessa per tutti, in quanto in alcune aree il rischio rallentamento e' piu' pesante di quanto lo sia l'inflazione in altre''. E proprio alle prese fra inflazione e crescita in rallentamento si trova anche la Bce che, in rispetto del suo mandato, ha lasciato oggi i tassi di interesse invariati al 4%, nonostante l'osservazione del Fmi sulla presenza di spazio per ridurre il costo del denaro in vista di un calo dei prezzi sotto il 2% nel 2009. La crisi dei mutui subprime, all'origine delle difficolta' economiche e la piu' dura dagli anni '30, e' stata affrontata in modo adeguato dalle banche centrali, ''tutte non solo la Fed e la Bce. La crisi e' di un nuovo genere quindi trovare delle risposte adatte e' piu' difficile, soprattutto se si tratta di prenderle rapidamente, ma lo hanno fatto bene anche se in modo diverso. E questo e' dovuto al diverso approccio storico che divide i due lati dell'Atlantico su inflazione, credito e vigilanza'', osserva il direttore generale del Fmi, invitando le banche centrali a perseguire una maggiore convergenza. L'attuale crisi dovrebbe far riflettere sulla possibilita' di ''interventi standardizzati'' che faciliterebbero la comprensione da parte del mercato, al quale verrebbe ''inviato un segnale piu' chiaro''. Strass-Kahn si e' infine soffermato sul 'cambio di look' in corso al Fmi per renderlo un'istituzione al passo con i tempi. Durante i suoi primi sei mesi alla guida del Fondo, il board ha approvato la riforma delle quote e dei diritti di voto, concedendo maggiore peso ai paesi emergenti e in via di sviluppo. ''Si tratta di un primo passo, dobbiamo andare avanti'' ha sottolineato, ricordando che il board ha dato anche il proprio via libera alla riforma del modello di entrate e di spese, che prevede un taglio del personale dell'ordine del 15% e la vendita di 404 tonnellate di oro per 11 miliardi di dollari. Strass-Kahn ha quindi delineato un Fmi piu' moderno, piu' snello ed efficiente che fra i suoi primi compiti, come dimostra la stretta collaborazione con Financial Stability Forum, ha quello della stabilita' economica e finanziaria.
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