venerdì 4 aprile 2008

Fondo Monetario Internazionale: "La crescita economica mondiale rallenterà"

NEW YORK, 3 apr - La crescita economica mondiale rallentera': le prospettive si sono indebolite negli ultimi mesi e ci sono rischi al ribasso, che vengono soprattutto dai mercati finanziari. La crisi dei mutui subprime, alla base delle turbolenze, va fronteggiata da regolatori e banche centrali, che nell'assumere le proprie decisioni devono tenere in maggiore considerazione l'andamento dei prezzi delle case. Pur senza parlare di recessione, parola accuratamente evitata nel corso della conferenza stampa, il capo economista del Fondo Monetario Internazionale, Simon Johnson, mette in evidenza le difficolta' della congiuntura economica da ambo i lati dell'Atlantico e nelle economie in via di sviluppo dove, pur rimanendo sostenuta, la crescita economica da' segni di indebolimento. ''Le prospettive economiche si sono indebolite. Il rallentamento e' un problema serio non limitato agli Stati Uniti ne' tanto meno al solo mercato immobiliare'', ha spiegato Johnson, nel corso della presentazione dei capitoli analitici del World Economic Outlook (Weo). ''In Europa ci aspettiamo una crescita piu' bassa alla luce del rallentamento americano ha aggiunto nel corso della conferenza stampa di presentazione dei capitoli analisti del Weo -. L'Europa Occidentale e' piu' vulnerabile agli effetti della profonda crisi del mercato del credito negli Usa. Inoltre una possibile correzione in alcuni mercati nazionali potrebbe pesare sulla fiducia dei consumatori e sui consumi''. Per quanto riguarda l'economia americana, per la quale il Fmi dovrebbe rivedere drasticamente le stime 2008 (dall'1,5% al +0,5% secondo le indiscrezioni pubblicate) l'economia a stelle e a strisce e' giunta ad un ''punto di stallo'': ''Ci aspettiamo una debolezza ulteriore nei prossimi mesi dovuta a un' intensificazione dei problemi sia nel mercato immobiliare che del credito''. Il principale rischio al ribasso per l'economia globale sono i mercati finanziari, segnala Johnson incitando le banche centrali a tenere in maggiore considerazione l'andamento dei prezzi delle case, visto che proprio il mercato immobiliare, con i subprime, e' alla base delle recenti turbolenze. La politica monetaria deve prestare maggiore attenzione all'andamento dei prezzi delle case e deve rispondere in modo ''aggressivo agli shock finanziari che vanno a colpire il credito disponibile'' nei paesi che hanno un mercato ipotecario sviluppato, come gli Usa. La stabilita' economica puo' essere migliorata da una politica monetaria che risponde prontamente alle variazioni dei prezzi delle case, oltre che all'inflazione e alla produzione. La politica monetaria - spiega il Fondo - deve tenere in considerazione nel prendere le proprie decisioni l'aumento dei prezzi delle case che, pur non dovendo diventare un target, deve essere visto come ''uno dei tanti elementi'' da vagliare, insieme all'inflazione e alla produzione, ''nel calcolare i rischi per le prospettive economiche''. La politica monetaria, comunque, ''non puo' essere lasciata sola a rispondere ai movimenti dei prezzi delle case. I regolatori in quest'ottica hanno un ruolo critico''. 

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